domenica 27 giugno 2010

Namaste - il saluto indiano

In un episodio molto conosciuto della vita di Krishna, il grande dio amante, egli nasconde gli indumenti di alcune giovani fanciulle che si stavano bagnando nel grande fiume sacro Yamuna.



Le loro ferventi preghiere per avere indietro le vesti non ottonnero però risposta. E' solo dopo che esse esibirono di fronte a lui l'eterno gesto del "namaste" che egli le soddisfò e accettò di ridare loro le vesti così che esse poterono ricoprire le loro modestie.
Il gesto (o "mudra") del namaste è il semplice atto di unire le palme delle mani davanti al cuore e chinare leggermente il capo.
Nel più semplice dei termini è considerato un gesto umile di saluto che parte dal cuore delle persone ed è reciproco.
La parola namaste è composta dalle due parole sanscrite NAMA e TE. "te" significa tu e "nama" hal le seguenti connotazioni: piegare-inchinarsi-scendere-inclinare.
Tutti questi suggerimenti puntano a un senso di sottomissione di qualcuno rispetto a un'altra persona, con completa umiltà.
Tutte queste espressioni hanno il senso generale di obbedienza, omaggio e venerazione. E' anche importante notare che la radice "nama" non ha genere, non è cioè ne maschile ne femminile, il cui significato verrà elaborato più tardi.
La parola "nama" è divisa in due parti "na" e "ma". "Na" significa negazione e "ma" mio. Il significato potrebbe essere "non mio". L'importanza sta nel fatto che l'essere individuale appartiene interamente all'essere supremo, che viene identificato come risiedente nell'individuo verso il quale è diretto il saluto. Perciò NAMASTE è il rifiuto dell'IO come fenomeno di egoismo.
L'intera azione di NAMASTE viene divisa in tre livelli: mentale, fisico e verbale.
Inizia con una sottomissione mentale. Questa sottomissione è nello spirito di una totale resa del sé. Questo è parallelo alla devozione che si esprime davanti al proprio Dio. I devoti che venerano con completa sottomisione è creduto che condividano i meriti o le qualità delle persone o divinità davanti alle quali esprimono questa sotomissione. C'è una prescrizione negli antichi testi conosciuta come Agamans, che dice che l'adorante di una divinità deve diventare lui stesso divino altrimenti la preghiera non sarebbe valida. La transazione può avvenire solamente tra simili, tra individui che hanno qualcosa in comune. Quindi con NAMASTE noi riconosciamo l'energia divina dell'individuo verso il quale compiamo il gesto. Ancora più semplicemente : " il Dio in me saluta il Dio che è in te". Lo spirito che è in me incontra il tuo stesso spirito".
In altre parole riconosce l'uguaglianza di tutto e rende onore alla sacralità di tutto.
Tradotto in un'azione del corpo, namaste è un atto profondamente ricco di simbolismi. In primo luogo per compiere il gesto dobbiamo unire le cinque dita della mano sinistra esattamente con le dita della mano destra. Le dita della mano sinistra rappresentano i cinque sensi mentre quelle della mano destra i cinque organi. Questo significa che le nostre azioni devono essere in armonia e governate da una giusta conoscenza che ci porti a pensare e agire correttamente.
Unendo le cinque dita di ciascuna mano si raggiunge un totale di dieci. Il numero dieci è un simbolo di perfezione, è un numero mistico di completezza e unità. E questo per tutte le antiche tradizioni. Dieci è il numero dei Comandamenti rivelati a Mosé da Dio. Nel sistema pitagorico, dieci è il simbolo della creazione. Gli antichi cinesi pensavano che dieci fosse un numero perfetto.
Un altro significato del NAMASTE è legato al matrimonio, che rappresenta un nuovo inizio, e l'unione dell'elemento maschile con il femminile della natura. Viene augurato che marito e moglie rimangano uniti come mani nell'atto del saluto.
Infine il gesto del saluto è unico anche nel senso in cui l'atto è accompagnato dalla parola. E' come cantare un "mantra" (=parola sacra dai poteri magici e spirituali). La sonorità del sacro suono si crede abbia un valore magico corrispondente a un'energia creativa. Quest'energia sarebbe in grado di allinearci alle vibrazioni dell'universo.

(liberamente tradotto da un articolo di Exotic India Art)

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